Alessandria - Una sfida lunga 24 ore... da vent’anni: ogni anno, due squadre si sfidano ininterrottamente, giorno e notte senza alcuna sospensione, coinvolgendo centinaia di giocatori che si alternano sul campo. Quest’anno l’iniziativa raccoglierà fondi a favore dell’Associazione Idea, per rendere il Rovereto Central Park accessibile a tutti
Ad Alessandria, sabato 21 giugno, si sono spente venti candeline… ma in piedi, sotto i tabelloni, con le scarpe da basket allacciate e lo sguardo fisso verso il canestro.
Si è infatti svolta la ventesima edizione della "24orebasket di Borgo Rovereto", un evento che negli anni è diventato molto più di una semplice maratona sportiva: è un rito collettivo, una festa di quartiere, una partita senza fine dove a vincere sono la solidarietà, l'amicizia e la passione per il gioco del basket.
Si scrive da sempre tutto attaccato, per esteso 24orebasketrovereto, una manifestazione sportiva e solidale nata molti anni fa ad Alessandria proprio nel rione Borgo Rovereto.
Era il 2006 quando un gruppo di amici, cestisti appassionati e profondi conoscitori del tessuto sociale alessandrino, decise di lanciare una sfida: far giocare due squadre ininterrottamente per 24 ore, in un campetto all'aperto, nel cuore di uno dei quartieri storici della città.
L'idea era semplice e potente: usare lo sport come strumento per fare del bene. Fin dalla sua nascita, la manifestazione ha avuto uno scopo solidale. Le quote di partecipazione e le donazioni raccolte sono state sempre interamente devolute a sostegno di progetti sociali.
Molti gli obiettivi benefici su cui si sono orientati gli sforzi organizzativi e la generosità dei partecipanti, i primi 9 anni il ricavato è stato devoluto per il sostegno dell'Asilo Monserrato in difficoltà economiche e fisicamente vicino all'Area polisportiva "L. Garavelli" - Ex Gil, da sempre il campo di gioco. Poi si è passati a sostenere il Centro Riabilitativo Borsalino di Alessandria, l'Associazione Idea di Paolo Berta, il centro antiviolenza Medea, l'Associazione San Vincenzo De Paoli, l'Associazione YAWP.
Anche la storia ha segnato il passare del tempo e la resilienza di questo evento ormai tanto atteso non solo da giocatori e appassionati ma dall'intera città; neanche il Covid è riuscito a fermare la 24ore (nel 2020 non si è potuto giocare ma si è deciso di realizzare comunque le canotte da gioco e metterle in vendita segnando il record assoluto di iscrizioni), come non è mancato, nel 2022, il sostegno all'accoglienza in provincia delle popolazioni ucraine.

Negli ultimi anni l'incasso della manifestazione è stato interamente devoluto in beneficenza a sostegno dell'ambulatorio medico gestito dall'Associazione Nessuno Escluso e nelle ultime 2 edizioni nuovamente a favore dell'Associazione Idea che dal 1990 si dedica a migliorare la vita delle persone con disabilità attraverso iniziative volte a combattere l'emarginazione e promuovere l'inclusione.
Anno dopo anno, la manifestazione è cresciuta. Dai primi palleggi improvvisati si è passati a una macchina organizzativa solida, ma sempre guidata dal volontariato.
Poco più di 120 i giocatori partecipanti alla prima edizione, pochi, forse troppo pochi ma con l'entusiasmo sufficiente per portare avanti ininterrottamente questa partita fino alla fine (qualcuno ha giocato anche 10 ore di fila). Il numero degli iscritti è cresciuto in modo esponenziale: nell'edizione del 2024 oltre 350 i giocatori scesi in campo e più di 500 maglie vendute. Quelli che prima erano i momenti che più mettevano in apprensione gli organizzatori, le ore notturne, ora sono diventate le ore più richieste per giocare. Anche il pubblico non lascia quasi mai il campo per tutta la notte.
Il momento più bello per giocare?
"Sicuramente all'alba, quando velocemente arriva la luce del sole, si spengono i fari e si prende consapevolezza di avercela fatta anche quest'anno" ci racconta Giuseppe Lippolis, promotore e organizzatore "storico" della manifestazione insieme all'amico Paolo Astori, entrambi cestisti per passione.
"Centinaia di giocatori si sono alternati sul campo in questi due decenni: bambini, amatori, ex professionisti, allenatori, famiglie. Alcuni hanno giocato alle tre di notte, altri all'alba. Tutti hanno lasciato un pezzo di cuore su quel cemento" sottolinea proprio Astori.
Poche semplici regole, 2 grosse squadre, i giocatori che si alternano in campo ogni ora, una partita unica che non si ferma mai, si inizia a giocare alle 12 del sabato per concludersi alle 12. della domenica, il cronometro va avanti come anche il punteggio. Solo allo scoccare del mezzogiorno si determina la squadra vincente.
La "24 Ore di Basket" non è solo una competizione sportiva, ma una vera e propria festa della comunità. Lo spazio di "Rovereto Central Park", si anima con musica, punti ristoro, vero punto di ritrovo di giocatori e appassionati di ogni età con ex giocatori e allenatori, con l'ambizione di celebrare la cultura del basket e trasmettere valori alle nuove generazioni.
Con il patrocinio della Città di Alessandria e grazie al supporto del Centro Servizi Volontariato Asti e Alessandria (CSVAA), la 24orebasket continua a crescere, rinnovando ogni anno il suo impegno verso la solidarietà e l'inclusione.
La 20ª edizione, che ha rinnovato e superato il successo dello scorso anno, ha rappresentato non solo un traguardo significativo, ma anche un punto di partenza per nuove sfide e progetti futuri. In un'epoca in cui lo sport può essere un potente strumento di coesione sociale, eventi come la "24orebasket" dimostrano come la passione condivisa possa tradursi in azioni concrete a beneficio della comunità.
Dietro tutto questo c'è un team affiatato e appassionato, coordinato da volti noti della comunità alessandrina come Giuseppe Lippolis, Paolo Astori, Davide Canuti, Fabio Accusani, Diego Berta, Moreno Gerbi, Fabio Novello, Roberto Valle, Beatrice Scerbo e molti altri.
Quest'anno la manifestazione si è proposta di sostenere il progetto dell'Associazione Idea per la realizzazione di un montascale, proprio a Rovereto Central Park, per eliminare le ultime barriere architettoniche e rendere quest'area sportiva veramente accessibile a tutti.
Uno sport che unisce, una tradizione che resiste.
Nel tempo dei social e dei ritmi accelerati, la 24orebasket resiste come un simbolo di lentezza buona, di radicamento nei valori autentici. È un evento che fa bene a chi partecipa e a chi guarda, a chi gioca e a chi cucina, a chi corre sotto canestro e a chi si ferma a parlare con un vecchio amico in panchina.
Un momento particolare che ricordate di queste 19 edizioni?
"Momenti belli e significativi ce ne sono stati tantissimi" risponde Lippolis "uno su tutti la partecipazione della squadra di Basket in carrozzina HB Torino, veramente fantastici".
E anche se il punteggio finale della partita non conta davvero, tutti sanno che alla fine il vero canestro lo segna la città. Con un gesto semplice: esserci.
Per ulteriori informazioni: Giuseppe Lippolis (347 6451192); Paolo Astori (388 5845990); Valerio Vanin dell'Associazione IDEA (366.44.30.494).
FB: 24ore basket borgo rovereto
|
|